Skip to main content
Uncategorized

L’IMPORTANZA DEL DETTAGLIO NELLA POETICA DI ALBINI

Franco Albini nasce nel 1905 a Robbiate, in quella stessa provincia comasca che ha dato i natali ad altri illustri architetti e designer. Definiti poi come i padri del Razionalismo Italiano. 

Albini ha avuto una carriera molto impegnata e attiva su molti fronti. In effetti su tutti: architettura, design, insegnamento, critica, allestimenti museali. E già i suoi contemporanei gliene hanno dato atto, non a caso ha vinto ben 3 volte il prestigioso riconoscimento “Compasso d’oro”.

Nel mondo del design il suo ruolo è stato cruciale, sia negli anni ‘30 che nel dopoguerra. Ha saputo infatti unire la tradizione dell’artigianato con le nuove risorse offerte dall’industrializzazione. La sua collaborazione con diverse importanti case produttrici (Poggi o Arflex per citarne alcune) ha di fatto dato vita e anima ad una vera e propria filosofia, dove i migliori designer italiano hanno speso i loro sforzi e le loro ricerche. 

Disegnare, in quest’ottica, diventa un atto di responsabilità da parte del designer, che deve giustificare le sue scelte formali: l’incastro diventa quindi il motivo primo dell’intero progetto. 

Quando Albini disegna il suo iconico tavolino servomuto comunemente conosciuto come “Cicognino”, si immagina probabilmente nell’atto di spostare l’oggetto in una stanza e si chiede quale sia il modo più semplice per farlo. Allora ecco che la risposta la troviamo ancora adesso nel “becco” del Cicognino.

Quando Albini disegna l’altrettanto famosa “Fiorenza”, non sta soltanto interpretando in termini moderni la poltrona bergères, ma sta anche dando un nuovo ruolo all’importanza del concetto di relax, dove la comodità della gommapiuma si unisce alla danza della struttura a ics in legno. Funzione, bellezza e semplicità finalmente sposate in una poltrona eterna. 

Il dettaglio disegnato da Albini ha una giustificazione ben precisa, un ruolo determinante nelle scelte fatte dall’autore. E sono ancora questi oggi i tratti distintivi di una poetica immensa, da una poltrona ai Quartieri INA casa. 

Lascia una risposta