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PIERO FORNASETTI: TEMA E VARIAZIONI DI UNA MENTE VISIONARIA

Produzione inarrestabile, si contano più di tredicimila creazioni nell’arco di circa quaranta anni di carriera brillante, ricca di collaborazioni con i più importanti artisti e designer del suo secolo. Primo fra tutti Gio Ponti, talmente affascinato dal suo estro e dalla sua originalità, che non mancherà di pubblicizzare le sue produzioni in ogni numero del “suo” Domus. Non a caso dichiarerà: “Se un giorno si scriverà la cronaca della mia vita, un capitolo dovrà essere intitolato Passione per Fornasetti”.

Quali sono gli aspetti che rendono la miscellanea produzione di Piero Fornasetti così unica? Quali i contesti in cui ha trovato posto la sua produzione? E ancora, come si può trovare un filone narrativo in un laboratorio così grande?

Fornasetti inizia la sua carriera in una stamperia d’arte, imparando così le tecniche e i segreti della stampa. Da qui in poi ha stampato le sue grafiche su tutto: dalle cravatte ai foulard, tessuti per tende, divani e mobili, paraventi e ceramiche.

Seppure varia, la sua produzione ha qualcosa che dal primo sguardo ci fa subito capire che si tratta di Fornasetti. La sua produzione trae ispirazione da carte geografiche, carte da gioco, album di sarte, insegne di osterie e scatole di fiammiferi. Fossili, fiori, farfalle, strumenti musicali, Le Figaro, bandiere: questo e altro l’immenso abaco degli strumenti usato da Piero Fornasetti. L’archivio visivo è immenso, e non raramente attinge al mondo popolare, semplice, a tratti contadino. Eppure diventa presto il marchio preferito della borghesia, che si identifica in queste temi romantici, naif e dal gusto retrò.

Quello che allora e oggi ancora ci affascina di Fornasetti è la teatralità. Gli oggetti decorati dalla mano di Fornasetti sembrano delle quinte teatrali, dei fondali su cui mettersi in scena. Di fatto, Fornasetti realizzò nel 1954 alla Scala l’allestimento in prima assoluta di Amelia al ballo di Menotti. Dai paraventi ai fermalibri, dai vassoi ai mobili decorati, tutto sembra suggerire che è in atto un’opera teatrale, e noi ne possiamo fare parte. 

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